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per il progetto

Anna, diario figlio della Shoah

a cura di Colisseum

«Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo».

PRIMO LEVI

Un progetto che intende portare nelle scuole e nei teatri d’Italia Anna, Diario figlio della Shoah, uno spettacolo di teatro danza che ripercorre la giovane vita di Anna Frank, ebrea tedesca, simbolo della Shoah, divenuta celebre per il suo diario pubblicato per la prima volta nel 1947.

Un evento emozionante che vede sul palco 40 tra attori e danzatori che sapranno con il loro corpo e la loro voce esprimere lo sgomento, emozionare e raccontare perchè tutto questo ci riguarda ancora oggi. 

Perchè crediamo in questo progetto

Conosciamo Colisseum perché lo abbiamo incontrato privatamente con le nostre famiglie – possiamo dire che generazioni di comaschi hanno avuto modo e occasione di conoscere e frequentare le attività promosse da Colisseum – ma anche per questioni lavorative.
Consociamo quindi la serietà, la competenza, la passione e quella vena di utopia che attraversa le persone che dirigono questo progetto.
Per questo proviamo come prima cosa una sincera gratitudine.
Non è semplice trovare imprese dove la capacità pragmatica e realizzativa di fare le cose è accompagnata ad ogni istante dalla dimensione di senso e da una visione non meramente economica.
Del resto si tratta di un’impresa sociale e possiamo affermare – per quanto abbiamo avuto modo di sperimentare con mano – che la dimensione sociale e gli obiettivi connessi sono perseguiti con forte determinazione.
C’è poi una caratteristica del “fare” di Colisseum che ci ha sempre colpito: è la capacità di coniugare le attività di carattere motorio e psicomotorio, la consapevolezza della natura sociale delle attività ideate e proposte con la dimensione espressiva ed artistica.

Per questo, quando ci hanno parlato, raccontato di ANNA e mostrato questo progetto di Teatro Danza abbiamo immediatamente deciso che lo avremmo appoggiato.

In ultimo ma non ultimo siamo convinti che il messaggio da cui trae ispirazione questo spettacolo sia un messaggio capace di fare due cose fondamentali e in apparente contraddizione: fare memoria, funzione fondamentale per garantire la vita consapevole di ogni comunità umana e al tempo stesso smuovere la sensibilità di chi vive oggi in mondi fortunatamente diversi ma i cui orizzonti di senso sembrano opachi e sbiaditi.

Quanta vita viene da quelle pagine e quanta ne vuole  riprodurre quel palco, quelle voci, quei corpi che danzano?
Il messaggio che viene da questa storia e che questo spettacolo sa veicolare è un messaggio di vita che desideriamo – con i nostri limitati mezzi –  contribuire a diffondere.

Gli amministratori di Ati Group

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